Berlinale, Spike Lee racconta la violenza di Chicago

chi-raq

Il film “Chi-Raq” è una denuncia contro le armi negli Usa

BERLINO Dal 2001 al 2015 sono state uccise a Chicago 7.356 persone. Numeri di una vera e propria guerra che Spike Lee denuncia nel suo ultimo film Chi-Raq, presentato fuori concorso al Festival del cinema di Berlino. Una pellicola che oscilla tra il drammatico, il satirico e il musical in cui il regista americano racconta come sia diventata violenta soprattuto la zona sud della città dell’Illinois negli ultimi quindici anni, a causa delle lobby delle armi.

Per il suo film Lee si è ispirato a Lisistrata, commedia di Aristofane, e allo sciopero del sesso deciso dalle donne dell’antica Grecia per obbligare gli uomini delle differenti poleis a firmare la pace. Il cineasta statunitense ha lasciato le fazioni invariate (spartani e ateniesi) spostando il suo racconto nella città di Chi-Raq (acronimo di Chicago e Iraq), dove si fanno la guerra gli uomini guidati da una parte da Nick Cannon e dall’altra da Wesley Snipes. Nel cast ci sono anche Samuel L. Jackson - narratore della storia – e John Cusack nei panni di Mike Corridan, un pastore che lotta contro la violenza della sua città.

Dopo la morte dell’ennesima vittima innocente, in questo caso una bambina, Lisistrata (Teyonah Parris) al grido di No Peace, no Pussy! convince le altre donne della città, anche della fazione avversaria, ad astenersi dal sesso. Una protesta per fermare l’uso incontrollato di armi in un luogo che da città si è trasformata in un campo di battaglia.

Interamente prodotto dagli Amazon Studios, il film di Spike Lee nel corso di oltre due ore – alternando momenti di forte carica emotiva ad altri più satirici, sostenuto da dialoghi in rima e musiche hip hop – riesce perfettamente a fotografare una realtà americana che, nonostante sia diversa e lontana da quella europea, la avvicina a noi per quelle immagini di violenza e incontrollata ferocia a cui siamo sottoposti anche dall’altra parte dell’oceano.

Giornalista professionista, laureata in Dams-spettacolo con una tesi su Pina Bausch, scrivo di cinema sulle pagine del Quotidiano Il Tempo. Vedo molti film (anche troppi) e serie tv. Romana, da sempre pronta per vivere a Berlino.

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