Berlinale, la scelta dolorosa di una madre in “24 Wochen”

24 WEEKS

Commozione al Festival per la pellicola tedesca diretta da Anne Zohra Berrached con Julia Jentsch

La storia della dolorosa scelta di una donna, di fronte alla scoperta al quarto mese di gravidanza che il bambino che sta aspettando ha una malformazione, ha commosso la stampa e il pubblico alla Berlinale 2016. 24 Wochen, film tedesco in concorso diretto da Anne Zohra Berrached, affronta un tema molto delicato come quello dell’aborto terapeutico.

I protagonisti sono Julia Jentsch e Bjarne Mädel. Astrid è una cabarettista di successo, il compagno Markus è il suo manager. Hanno già una bambina di nome Nele e una vita felice. In attesa del secondo figlio, scoprono che il piccolo nascituro è affetto dalla sindrome di Down.

Riescono ad affrontare questo dolore, scegliendo di portare avanti la gravidanza. Fino a quando i medici li informano che il bambino ha anche una grave malformazione cardiaca. La coppia si trova così a dover prendere una nuova decisione e scegliere se interrompere o no la vita di quel bambino. E tra i due nasce un conflitto profondo.

Mentre l’uomo è deciso a volere il piccolo, nonostante la possibilità che non sopravviva dopo la nascita, la donna inizia ad avere dei dubbi. Per la legge tedesca, l’ultima parola spetta a lei: è responsabile in prima persona del destino del suo bambino. E la protagonista (egoisticamente?) ammette di non essere pronta a volere quel figlio.

24 Wochen è un film coraggioso che racconta passo passo la scelta sofferta di una coppia di genitori, ma soprattutto di una madre, portando chi vede la pellicola a condividere o meno la decisione finale della donna. La recitazione naturale degli interpreti trasporta totalmente nella vita dei protagonisti lo spettatore, costretto a chiedersi inevitabilmente di fronte a quella stessa ipotetica situazione la propria personale reazione.

La regista ha spiegato alla stampa internazionale che in Germania il 90% delle donne che scoprono di aspettare un bambino con delle malformazioni sceglie di abortire, anche se poi ha timore di parlarne pubblicamente. Prima del 1978 l’interruzione volontaria di gravidanza in qualsiasi sua forma era considerata un reato in Italia. Con la legge 194 è stato deciso di rendere legale l’aborto nei primi novanta giorni di gestazione e anche tra il quarto e quinto mese ma solo per motivi terapeutici.

Da quasi quarant’anni nel nostro Paese è ancora aperto il dibattito e, nel caso venisse distribuito in Italia, 24 Wochen susciterebbe sicuramente pareri contrastanti tra chi è contro l’interruzione di gravidanza per questioni etiche e morali o chi pensa, invece, che la donna debba essere libera di decidere sulla sua vita e su quella del bambino che porta in grembo.

(Immagine © Friede Clausz)

Giornalista professionista, laureata in Dams-spettacolo con una tesi su Pina Bausch, scrivo di cinema sulle pagine del Quotidiano Il Tempo. Vedo molti film (anche troppi) e serie tv. Romana, da sempre pronta per vivere a Berlino.

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