Babadook: quando il male si nasconde nella mente

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La recensione dell’horror rivelazione made in Australia diretto da Jennifer Kent

the-babadook10Quanto può essere sconvolgente il dolore per la perdita di un amore? Quanto può influire un evento tragico sulla mente labile e infantile di un bambino di sei anni? Quanto può essere invisibile il limite tra la follia e la lucida razionalità di una morte improvvisa? Qual è il confine tra fantasia e realtà? E dove può sfociare? C’è una cura alle malattie del cuore?

Queste sono alcune domande che sorgono al termine di Babadook, horror insolito di origine australiana scritto e diretto da una neo regista che ha convogliato tutte le paure infantili in questa storia nera, dove il mostro sotto il letto le rappresenta tutte, come una bestia atavica che si nutre della parte oscura del nostro cuore addolorato e piangente.

Mr. Babadook è un libro che giunge nelle mani del piccolo Sam, bambino iperattivo, violento e ossessivo che ha perso il padre nel giorno della sua nascita, quasi sette anni prima. Babadook arriva nella sua camera strisciando, insinuandosi nelle fragili maglie della fanciullezza, nascondendosi negli antri bui della mente, alimentandosi con la mancanza di affetto e con la paura di perdere l’unico affetto rimasto, quello materno.

Il piccolo Sam coinvolge in questo delirio anche la madre che, dapprima incredula, si ritrova ad accompagnarlo nel gorgo del terrore sino al finale tragico e risolutore.

the-babadook08Babadook è la versione australiana dell’Uomo Nero europeo, del Babau americano e del Bogyeman in generale. Tutti i bambini vedono gli spiriti, come dice un medico che cura Sam per le allucinazioni. La condizione infantile permette all’occhio dell’anima di scrutare oltre il velo del visibile, scorgendo ombre apparentemente innocue, rumori sinistri e sguardi nella notte.

Tutte le fiabe hanno un mostro che minaccia la nostra coscienza vigile, quel mostro che si cela dentro di noi, che cerchiamo di non vedere, di non far vedere, che alimentiamo senza accorgercene aprendo un poco alla volta, la porta della cantina della nostra mente.

Il mostro è sempre in agguato e non ci abbandona mai. È nella nostra ombra, è sotto il letto, è nell’angolo cieco dello specchietto retrovisore della macchina, è nell’ombra dell’albero davanti alla nostra finestra di notte, è dietro ad un sorriso forzato, dietro ad un tick, dietro ad una lacrima nascosta. Più quel mostro viene ignorato più ci fagocita dall’interno, più cerchiamo di non vederlo, più esso ci appare nei nostri sogni, sbucando come uno scarafaggio da un buco nella carta da parati. Più reprimiamo il dolore mostruoso che ci agita dentro, più questo ci logora pian piano, scorticandoci il cuore e ogni sentimento d’amore represso.

Il mostro siamo noi se lasciamo prenderci dalle sue mani affilate come lame, dai suoi occhi di bragia e dalla sua lunga ombra.

La lotta che ingaggiamo per ucciderlo ci può far uscire di senno, può indurci a reazioni che non avremmo mai pensato di poter attuare, ci può far23BABADOOK2-articleLarge dire cose crudeli.

Il dolore alimenta il nostro buio e la morte è solo l’inizio dell’incubo.

Questo horror merita tutto il valore di una vera fiaba nera che analizza il dolore di una perdita paterna, anche dal punto di vista della madre rimasta sola nella crescita del figlio, attraverso un percorso in discesa nei recessi più nascosti dell’animo umano. Una fiaba psicanalitica vista con occhi infantili e innocenti. Possiamo essere vittime delle nostre angosce, ma solo una lotta continua e saggia può portarci a sanare ferite purulente.

Alla luce del sole, finalmente, possiamo domare il nostro istinto, senza dimenticarci di quello che abbiamo passato, ma traendo insegnamenti per il futuro.

Un grande film con un’interprete straordinaria, abile e intensa a calarsi in due ruoli di madre ben distinti. Un horror atipico, come detto, con citazioni ai film muti come Nosferatu di Murnau e a film anni ’60, ma di grande impatto emotivo che forse, solo una donna, poteva mettere in scena con tanta abilità.

Una gradita sorpresa all’horror intelligente che, speriamo, possa contagiare anche altri.

Babadook

regia: Jennifer Kent

con Essie Davis, Noah Wiseman, Daniel Henshall, Hayley McElhinney, Barbara West, Benjamin Winspear, Cathy Adamek, Craig Behenna, Adam Morgan, Peta Shannon

genere: horror

durata: 96′

Produzione: Australia ’14

voto 4/5

 

Ramsis D. Bentivoglio

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