Albanese si fa in tre per Natale

Tutto Tutto Niente Niente

Albanese si fa in tre per Natale

Cetto, Frengo e Olfo: uno spaccato del Parlamento

Tutto Tutto Niente Niente Cetto, Frengo e Olfo: Antonio Albanese si fa in tre e torna al cinema giusto in tempo per il Natale. Ancora una volta Giulio Manfredonia confeziona una commedia satirica in cui non mancano i riferimenti all’attuale situazione italiana, politica in primis, e a certi comportamenti che stanno prendendo piede nel Bel Paese.

A differenza di Qualunquemente, grande successo della scorsa stagione, Tutto tutto niente niente manca della stessa vivacità che aveva caratterizzato il primo film. Pochi sono i momenti davvero trascinanti e la sceneggiatura appare decisamente fiacca. Spicca tuttavia l’originalità dei costumi: i componenti del parlamento italiano sono infatti stravaganti personaggi agghindati in maniera vistosa e grottesca, con pettinature eccentriche e abiti dai colori sgargianti.

Se Cetto è in carcere per i suoi legami con la mafia, Olfo ci finisce per aver gettato nel Canal Grande il corpo di un immigrato clandestino – da lui stesso portato illegalmente in Italia e messo a lavorare in nero – e Frengo per essere stato trovato in possesso di due quintali di marijuana. E quando il governo è lì lì per cadere a causa di una strage di deputati, la soluzione ideale sembra prelevare dal carcere i tre personaggi di cui sopra, per farne nuove personalità di spicco del Parlamento. Il sottosegretario, brillantemente interpretato da un insolito Fabrizio Bentivoglio, gli comunica che se voteranno chi gli verrà detto, quando gli verrà detto, avranno privilegi di ogni genere. L’allusione alla politica italiana, ai maxi stipendi e via dicendo, è tutto fuorché velata.

L’istrionico attore lombardo si cala in un trio di personaggi comici e surreali ma al tempo stesso drammaticamente autentici. Dallo sciupafemmine al razzista, fino all’hippie, Albanese incarna in maniera assai convincente tre macchiette diverse, ognuna con le proprie peculiarità. Il soggetto e il suo intento erano buoni ma il risultato è solo un pallido ricordo di Qualunquemente. E il film, francamente, si può vedere al primo passaggio in tv.

 

Daria Castelfranchi
d.castelfranchi@araldodellospettacolo.it

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