Adolf Hitler è tornato?

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Adolf Hitler è il protagonista del film, campione di incassi in Germania, Lui è tornato. Una satira graffiante che suscita numerose riflessioni.

Uniamo la satira alla commedia, aggiungiamoci uno di quei personaggi storici che ha fatto parlare di sé, tale Adolf Hitler e il risultato non può che essere sorprendentemente fenomenale. Stiamo parlando di Lui è tornato, il film di David Wnendt tratto dal best seller di Timur Vermes pubblicato in Italia da Bompiani. Il libro, primo in classifica per venti settimane, ha riscosso un enorme successo di pubblico vendendo solo in Germania oltre 2 milioni di copie. La Nexo Digital, con i mediapartner Radio DEEJAY e MYmovies.it, porta sul grande schermo questa rara perla cinematografica, che verrà proiettata solo il 26, 27 e 28 aprile (elenco delle sale disponibile su www.nexodigital.it).

Estate 2014. Adolf Hitler in carne ossa si sveglia in un luogo della città di Berlino dove un tempo sorgeva il suo bunker. È confuso, si guarda intorno. Le prime persone con cui ha un contatto sono dei ragazzi, “la gioventù”, che non lo riconosce e quasi lo schernisce. Il suo vagabondare per le strade lo porta da un giornalaio e poi da un video reporter appena licenziato, alla costante ricerca di un servizio “bomba” che possa riportarlo in auge. Ed è proprio costui che lo riconosce e credendo nel suo talento da straordinario attore, lo porta in televisione. Ma Adolf è pur sempre Adolf e le sue intenzioni non sembrano essere cambiate.

Il film è più di un semplice adattamento cinematografico in quanto il poliedrico protagonista Oliver Masucci che interpreta brillantemente la parte del Führer, ha accanto a sé non solo grandi attori quali Fabian Busch, Christoph Maria Herbst e Katja Riemann in scene girate in stile film-documentario, ma entra in contatto diretto con l’uomo medio tedesco, con imprenditori, giornalisti, neonazisti. “Moltissime persone erano davvero felici di vedere Hitler – afferma David Wnendt – era come se stessero incontrando una pop star. E anche se sapevano perfettamente che non poteva trattarsi del vero Hitler, lo accettavano e si confidavano”.

Immagine tratta dal set del film Lui è tornato

Immagine tratta dal set del film Lui è tornato

Adolf torna in Germania e con le sue doti da leader, ora come in passato conquista la gente, ascoltandola e facendosi promotore di un reale cambiamento di cui necessita urgentemente la nazione. L’idea di mandare Hitler tra la gente e di combinare elementi documentaristici con il film è stata proprio di David Wnendt il quale spiega: “ho trovato appassionante l’idea di mostrare Hitler non solo in una situazione artificiale attorniato da attori, ma piuttosto a piede libero tra la gente vera”. Era il solo modo di suscitare delle risposte affidabili alle domande: cosa accadrebbe se Hitler tornasse oggi? Avrebbe davvero qualche possibilità?” I risultati sono stati decisamente spiazzanti: “era come se le persone stessero incontrando una pop star - aggiunge Wnendt - anche sapendo perfettamente che non poteva trattarsi del vero Hitler, lo accettavano e si confidavano con lui”.

Interessanti e a tratti sconvolgenti sono le riflessioni che scaturiscono dalla visione della pellicola: la potenza mediatica non ha eguali e in un momento storico come quello attuale, dove i veri protagonisti sono i social, la memoria storica pare abbia perduto il suo significato originario. Adolf Hitler si impone nella realtà collettiva con la sua persona e con le sue idee, ma la gente non lo riconosce, crede solo sia un attore particolarmente dotato. E chi non stenterebbe a crederlo? Ai giorni d’oggi il Führer avrebbe 127 anni. Certo, la sua morte è avvolta in un alone di mistero, ma risulterebbe comunque difficile imbattersi in lui. In ogni caso la domanda che viene spontanea è: cosa accadrebbe se Adolf Hitler si risvegliasse ai giorni nostri?

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