80 di Sophia, 80 di Loren

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I nostri auguri alla diva italiana più famosa al mondo

Se in Francia esiste la Marianne come allegoria per definire la donna più bella, importante e famosa di un’epoca, in Italia bisognerebbe istituire la Sofia, per l’audacia e la determinazione con cui ogni donna ha saputo indirizzare il proprio destino verso il successo, contro ogni ostacolo e, ovviamente, contro ogni pregiudizio troppo spesso maschilista.

Non crediamo di esagerare proponendo un’onorificenza del genere. A ottant’anni dalla nascita, il 20 settembre scorso, “la Sofia nazionale” così come è stata definita dai fans e dai media, ci ricorda che una carriera segnata da due Oscar, innumerevoli film con registi famosi e un matrimonio importante possono essere non un traguardo, ma un punto di partenza anche per un diva del suo calibro.

Sofia Villani Scicolone nasce a Roma nel 1934, ma vive a Napoli assieme alla madre, una donna bellissima, per alcuni anni sosia di Greta Garbo, che le trasmette l’ambizione di essere come le dive del cinema, bella e irraggiungibile. Sofia, non da meno in bellezza selvaggia e genuina, affronta le prime sfilate e le pagine dei fotoromanzi incantando giurie e lettori, con un magnetismo che non lascia indifferenti.

sophialoren01gCome una Marilyn italiana, anche il cinema la scopre, mostrando quanto il suo fascino e il suo corpo imponente e una fisicità prorompente lascino il segno e riempiano le inquadrature. Nel 1953 inizia la sua scalata al successo, interpretando Africa sotto i mari e adottando il nome Sophia Loren che si scioglie in bocca come nu ‘babbà. Il produttore Ponti, uno dei maggiori finanziatori cinematografici dell’epoca assieme a De Laurentis, rimane fulminato dalla diciottenne ciociara e le chiede di sposarlo, lui quarantenne.

Sotto contratto, lavora già per De Sica in un episodio de L’oro di Napoli come pizzaiola “allegra”.

Ponti, già sposato con due figli, e la Loren si sposano clandestinamente in Messico, creando scandalo e scompiglio nell’Italia perbenista e bigotta dell’epoca. Da noi, infatti, quel contratto non ha valore.

Nel 1958, già sulla sponda est del Pacifico nella mitica Hollywood a imparare l’inglese e a farsi amare da tutti gli attori con cui recita, gira Orchidea nera e quando riceve a Venezia la Coppa Volpi,il premio per miglior attrice, rischia di essere arrestata per reato contro la pubblica morale, in quanto non sposata ufficialmente.

Nel 1960, l’unica sua apparizione in un western è Il diavolo in calzoncini rosa, nei panni di un’italiana travolta da un troupe in tourneè lunga la frontiera americana.

Se l’esperienza americana le dà risalto internazionale, quella italiana si dimostra redditizia e gloriosa. Con tutta l’esperienza acquisita, diventata più donna e sicura di sé, interpreta la sfortunata e  disperata mamma in La ciociara vincendo il suo primo Oscar nel 1962 grazia anche, e ancora, a De Sica che la dirigerà negli anni in Matrimonio all’italiana e ne I girasoli, entrambi con Mastroianni.

La sua vita si intreccia magicamente anche con quella di Marcello per ben 8 film, dove nasce una profonda amicizia, alcuni insinuano qualcosa di più, ma sicuramente il più bel connubio tra i due attori più belli e bravi dell’epoca.

Dopo la fine degli anni sessanta dirada sempre più i suoi ruoli, forse perché mamma, forse perché molto appagata dal successo, concedendosi ancora una volta a Marcello e a Ettore Scola solo nel ’77 nella splendida storia di epoca fascista di argomento scabroso e tragico, Una giornata particolare, ambientato nel 6 maggio ’38, durante la visita in Italia di Hitler.

Dopo una breve disavventura carceraria per evasione fiscale, nel 1994 riceve l’Oscar alla carriera, e come lei pochi altri, quando sale sul palco del Chinese Theater è commossa per il premio inaspettato e piange in diretta mondiale. Questa reazione la rende ancor più sensibile e umana, ponendola di diritto tra le grandi dive moderne, nota in tutto il mondo e venerata come una dea.

Famosa, tutti la ricordiamo con affetto e commozione, è la premiazione, sempre agli Oscar, di Benigni nel 1997 per La vita è bella, quando, concitata ed evidentemente emozionata, grida “Roberto!” in quel modo naturale e sentito, come chiamasse suo figlio.

Negli ultimi anni ha recitato raramente e solo, quasi, per suo figlio. La sua ultima apparizione è in La voce umana del 2014.

Donna anche dal cuore d’oro, intraprendente e generosa, ha saputo farsi spazio nel mondo, ha imposto la sua fisicità adattandola fino a farne un’icona, forse come solo la Magnani in Italia, facendo sognare intere generazioni, innamorare uomini come Cary Grant, Peter Sellers, Brando fino a milioni di italiani.

Lina Wertmuller l’ha definita come “l’ultima vera star mondiale del cinema” e noi non possiamo che essere d’accordo augurandole “Buon compleanno, Sophia”!

 

Ramsis D. Bentivoglio

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