50 sfumature di banalità

locandina 50 rosso

Il terzo ed ultimo (finalmente) capitolo della saga di 50 sfumature

L’attesissimo terzo capitolo della saga più hot del pianeta è arrivato…ed è una sonora delusione. Meno accattivante dei primi due, che almeno giocavano sulla novità, più dedito al continuo sbattere in faccia elementi di lusso estremo, che neanche Berlusconi e Mark Zuckerberg messi insieme riuscirebbero ad avere. Christian Grey infatti ha il jet privato, una Audi supersonica da chissà quante centinaia di migliaia di dollari, un attico immenso e in questo terzo capitolo compra ad Anastasia anche una casa di campagna degna del numero speciale di AD, ed infine la porta in viaggio di nozze a Parigi e in Costa Azzurra con il suo mega yacht, dove per altro hanno rischiato brutto visto che le scene sono state girate proprio a cavallo del terribile attentato di Nizza.

L’apoteosi della ricchezza. Ah, ovviamente moglie, cognata e madre del protagonista sfoggiano anelli di fidanzamento grandi come fagioli borlotti e la dolce consorte ha non una ma due guardie del corpo, neanche fosse Kate Middleton. Detto ciò, in questo ultimo episodio alla trama erotica si aggiunge l’elemento thriller visto che l’ex datore di Anastasia, dopo essere stato silurato dalla casa editrice, di proprietà di Christian ovviamente, medita vendetta e piazza prima una bomba in ufficio, poi si insinua in casa Grey – che in teoria è Fort Knox ma chissà come, lui è riuscito ad entrare – ed infine rapisce la sorella di Christian e chiede un riscatto, pure infimo, solo cinque milioni di dollari. Ma dico, con un impero del genere, chiedine almeno venti.

Scherzi a parte, come i due predecessori, anche il nuovo capitolo della saga tratta dai romanzi di E. L. James, diretto da James Foley, si rivela patinatissimo e sfavillante ed è dotato, ancora una volta, di una colonna sonora ricca di successi – per lo più di cantanti e gruppi meno noti in Italia anche se la Love me like you do che torna a chiudere in bellezza il film è ormai un must – ma la sceneggiatura è quanto mai povera e sfilacciata, molti dettagli sono lasciati al caso e le stesse scene di sesso, aiutini a parte dall’utilizzo rimasto misterioso, almeno per chi non si diletta abitualmente con essi, risultano quasi banali, vedi il classicone sul tavolo di cucina, o la prima notte di nozze sul letto a baldacchino, in una lussuosa suite, con tanto di convenzionale posizione del missionario.

50 rosso sposiJamie Dornan appare più pompato che mai, con due braccia da bodybuilder e pettorali corrispondenti ad una quarta piena mentre Dakota Johnson, seppure leggermente più pienotta, mantiene egregiamente il ruolo di fanciulla timorata anche se non più ingenua, dato che il marito continua a farle scoprire posizioni ed attrezzi apparentemente miracolosi, manette a parte che dai, sono praticamente superate.

50 sfumature di rosso non è un film di cui si possa parlare in maniera “alta”, con tutto il rispetto. Chi ha visto gli altri due, per curiosità è giusto che veda anche questo. Chi vuole prendere spunto in vista del San Valentino, in realtà non troverà granché. Per tutti gli altri un paio di risate, qualche bella ripresa aerea e la consapevolezza che quanto a scene di sesso, Shame era stato ben più interessante e per lo meno anche le donne avevano avuto il piacere di osservare per intero un bel corpo maschile. E che corpo.




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