40 SENZA OSCAR, CARO LEO, SIAMO CON TE!

dicaprio12

Una carriera cinematografica invidiabile ad un passo dall’ambita statuetta

Dopo cinque nomination agli Oscar come migliore attore, senza nemmeno una volta raggiungere la vetta, il neo quarantenne Di Caprio, di chiare origini italiane, è entrato nelle nostre simpatie e non solo per il grande talento che ha dimostrato da vent’anni a questa parte, ma sicuramente per il fatto di essere un perdente di successo. Un perdente con il sorriso sulle labbra e un savoir-faire da gran signore, che non si è mai scomposto, ma ha sempre applaudito ai suoi colleghi vincitori.

gangs-of-new-york-2002-17-g-jpgDa quando è diventato famoso affogando nel freddo Atlantico dopo l’affondamento del Titanic, solo perché Rose non gli faceva spazio sul pezzo di scialuppa ancora galleggiante, la sua carriera è stata solo in discesa, tra ruoli folgoranti e premi sfiorati, collaborazioni con registi di fama e amori invidiati, ma pur sempre un perdente di successo.

Se tutti i perdenti avessero il talento, il fascino e la fortuna che ha avuto Leo, forse anche l’umiltà sarebbe una dote più diffusa di quanto non lo sia, soprattutto a Hollywood.

Leonardo Di Caprio, nasce l’11 novembre 1974 da un crogiolo di razze, sia da parte di padre che di madre, un po’ tedesco, un po’ italiano (napoletano), un po’ russo. Il nome Leonardo, dice, deriva dal fatto che il primo segnale di vita nell’utero della madre, fu davanti ad un dipinto del genio italiano, proprio in un museo nostrano. Forse presagiva fama e fortuna?

Cresciuto a Los Angeles, già a tre anni inizia con qualche apparizione nella serie americana Genitori in blue jeans, mentre il primo ruolo da attore è in Critters 3 nel 1991.

Un agente, poco lungimirante, gli propone di cambiare il nome per renderlo più friendly, ma Leo non si fa convincere, divenendone, anzi, proprietario del valore commerciale.

Il ragazzo dimostra un talento fuori dal comune già in Voglia di ricominciare, dove recita al fianco di Robert De Niro, mentre la sua prima nomination agli Oscar la riceve per Buon compleanno Mr. Grape, nel ruolo di un ragazzo handicappato, al fianco di Johnny Depp.

Dopo qualche flop, di cui non è colpevole, come Pronti a morire di Raimi, Ritorno dal nulla e Poeti dall’Inferno, diventa un’icona pop per milioni di ragazze adulanti e urlatrici nell’adattamento contemporaneo di Romeo+Giulietta di William Shakespeare dell’australiano Baz Luhrmann.

tumblr_n32v3seeva1t07pe9o9_500-jpg (1)Siamo alle soglie del film che lo ha consacrato al mondo e che lo ha fatto crescere artisticamente e di fama. Nel 1997 James Cameron prepara una mega produzione sul disastro del Titanic, con enormi mezzi e un budget mai usato prima e Leonardo è il protagonista assieme alla giovane Kate Winslet. La storia ha fatto commuovere milioni di persone e fatto guadagnare miliardi di dollari ai produttori, soprattutto per gli effetti speciali e la storia d’amore tragica tra i due protagonisti. La morte di Di Caprio sul set lo rende immortale e lo lancia nel firmamento di Hollywood.

Ormai famoso a livello planetario, recita anche da Re Sole ne La maschera di ferro, ma è un po’ deludente. La fama, non svanisce, e Leo dimostra una certa sensibilità ambientalista viaggiando molto per il sudamerica e realizzando qualche documentario per la salvaguardia della natura.

Gli anni 2000 segnano il suo ritorno da attore con The beach, pellicola di Danny Boyle ambientata in un’isola tropicale, osteggiata però dagli ambientalisti che accusano la troupe di aver rovinato l’habitat solo per meri motivi di produzione. Leo si adopera per recuperare lo status naturale dell’isola di Phi Phi Island, facendola diventare una meta turistica naturalistica famosa e tra le più richieste.

Nel 2002 inizia la collaborazione con Martin Scorsese per Gangs of New York, sulle bande olandesi che colonizzarono Manhattan prima della fondazione della Grande Mela.

Segue Prova a prendermi di Spielberg, sul grande truffatore americano Abbagnale, quindi The Aviator sempre di Scorsese col quale vince il suo primo Gloden Globe, ma non l’Oscar.

Negli anni successivi torna a lavorare con Scorsese nell’elettrizzante The Departed e nel cupo Shutter Island, quindi in Blood Diamond sul mercato di sfruttamento dei diamanti africani, e ancora nel dramma Revolutionary Road di Sam Mendes, il futuro regista di 007.

Anche Clint Eastwood lo chiama per interpretare il più influente capo FBI e sicuramente il più discusso uomo degli Stati Uniti del ’900, uno che ha attraversato cinquanta anni di vita americana, indagando su tutti i presidenti e custodendo ogni segreto del potere americano, J. Edgar Hoover. Di Caprio si cala nel personaggio con intensità, ma non riceve alcun riconoscimento.

Ma Leo non demorde. Collabora ancora con Nolan, il visionario regista di Batman e dell’ultimo Interstellar, in Inception dove viaggia nel mondo onirico di ricchi magnati per rubare i loro soldi.

Anche Tarantino lo chiama per un suo delirio sull’America schiavista, Django Unchained, e la d è muta!, facendogli indossare i panni scomodi e cattivi di uno sfruttatore sudista di metà ottocento. Di Caprio cattivo non l’avevamo ancora visto e se la cava egregiamente. Ma niente premi.

Arriva l’ultima collaborazione con Scorsese per Wolf of Wall Street, nei panni di Jordan Belfort, spietato affarista senza scrupoli di New York che rubò e si arricchì illecitamente vivendo al massimo, senza freni inibitori. Leo dimostra ancora una volta il grande attore che è e diventa istrionico, eclettico nell’esercitare una simpatia immediata per un personaggio deplorevole.

Leonardo-Dicaprio-3Anche questa volta è candidato ai Golden e agli Oscar, ma solo il secondo Golden gli viene tributato. Hollywood gli preferisce, un pur bravissimo, McConaughey malato di Aids.

Di Caprio applaude e incassa come solo i migliori boxer sanno fare.

Leo non deve disperare, secondo noi, perché è in buona compagnia, tanti attori e registi non hanno mai ricevuto alcuna statuetta d’oro, su tutti Chaplin, se non alla carriera e soprattutto, Kubrick, mai stato molto vicino ad Hollywood.

Ma noi che sosteniamo il nostro eroe, facciamo un appello, per concludere.

Anche se ha solo quaranta anni, ha già recitato con tutti i grandi attori e registi del mondo, quindi, signori di Hollywood, potentissimi signori di Hollywood, accontentate il suo pubblico e sganciate una statua, non è che non se la meriti. L’avete data a tanti meno talentuosi di lui! Cosa vi costa? Apparireste molto migliori di quello che siete. Se proprio non volete dargliela per un ruolo, dategliela alla carriera, tanto per iniziare, come per Brando alla sola età di 29 anni.

Aprite il cuore e dategli un premio, se lo merita il ragazzo!

Dai Leo, 40 senza Oscar, ma non si vede!

 

Ramsis D. Bentivoglio




Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>