Come tuteliamo il lavoro degli sceneggiatori?

WGI

Ecco la proposta di WGI: un contratto tipo per la categoria

L’industria dell’audiovisivo tira, ma gli sceneggiatori continuano a passarsela male. Writers Guild Italia propone un patto a produttori e agenti per uscire da una deregulation contrattuale fatta di abusi e irregolarità.

Il settore dell’audiovisivo viaggia col vento a favore in Italia e in Europa, anzi è in continua crescita proprio mentre la situazione economica complessiva fatica a dare segni di ripresa. Ogni anno, infatti, si producono in Europa circa 16.400 episodi per la tv, 1200 lungometraggi, 600 documentari destinati alle sale cinematografiche, mentre un numero imprecisato di progetti (si calcola fra i 3500 e i 4000) non arriva alla fase finale della produzione. Inoltre, secondo gli ultimi dati Cinetel, nel 2019 il box office italiano ha fatto registrare incassi per oltre 635 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2018 del 14,35% e un aumento delle presenze del 13,55%.

Tutto bene dunque? Non proprio. Infatti per i creatori di serie tv e di film non sembra che le cose siano cambiate in meglio; con qualche eccezione il quadro generale resta negativo. Una deregulation contrattuale sempre più diffusa, accompagnata da piccoli e grandi abusi, dal mancato rispetto di norme e principi elementari, compromette spesso la professionalità e il lavoro degli sceneggiatori e incide negativamente sulle opere che vengono prodotte. Se questo è il contesto di partenza, l’impegno di Writers Guild Italia è quello di provare a cambiare le cose aprendo un confronto con produttori e agenti a partire da proposte concrete.

Un contratto ideale
logo WGIL’idea di base è quella di mettere a punto un contratto standard per gli sceneggiatori (qui la nostra proposta  http://www.writersguilditalia.it/contratto-tipo-per-gli-sceneggiatori-italiani/ ) nel quale siano indicate le condizioni per il rispetto di alcune clausole fondamentali: dalla cessione dei diritti relativi allo sfruttamento economico dell’opera, al rispetto dei tempi di pagamento, all’introduzione del principio dell’equo compenso; un contratto, insomma, che ci aiuti a mettere la parola fine all’opacità nei rapporti di lavoro e alle forme diffuse di sfruttamento.

L’obiettivo infatti è quello di introdurre un modello generale di “contratto ideale” applicabile ad ogni genere di produzione, senza troppi dettagli e vincoli, ma con particolare attenzione ad alcuni aspetti fondamentali irrinunciabili.

“Abbiamo potuto constatare, in moltissimi casi – ha detto in proposito Franca De Angelis, presidente di WGI – l’assenza delle più elementari clausole di tutela del lavoro e della certezza retributiva e una quantità di giornate contributive per nulla adeguata al reale periodo di lavoro; non parliamo di riconoscimenti economici in caso di vendite all’estero o della garanzia di essere nominati nella promozione”.

“WGI – osserva la presidente del sindacato – ritiene che mettere un freno a questo insensato degrado delle condizioni contrattuali sia un’urgenza che non può più attendere e che sia ora di sedersi a un tavolo con agenti e controparti per arrivare a un impegno condiviso”.

In questa prospettiva va rilevato che un dialogo è stato già avviato fra WGI e L’Associazione agenti di artisti (LARA) dal quale è emersa la volontà comune di restituire centralità professionale a chi scrive per cinema e tv e di procedere sulla strada di un maggiore riconoscimento di tutele e diritti. L’intenzione comune è quella di coinvolgere progressivamente anche altri soggetti come APA e ANICA, oltre naturalmente alle altre associazioni di autori, in un confronto il più possibile aperto e chiaro.

La nostra pagina facebook (https://www.facebook.com/WritersGuildItalia/ )
Il nostro sito: (www.writersguilditalia.it)

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