Soundreef e Lea hanno davvero messo a tappeto la Siae?

D'Atri e Fedez

La società inglese affiderà a Lea i diritti degli autori

La lunga e dura battaglia portata avanti da Davide D’Atri, fondatore di Soundreef, e dal suo artista “numero zero” e testimonial, Fedez, pare sia arrivata ad un punto di svolta fondamentale per il futuro della Siae.

Nella lotta per la gestione dei diritti d’autore, Soundreef non poteva gestire direttamente i proventi degli artisti assistiti e così, il 28 dicembre scorso, è nata Lea (Liberi Editori Autori), associazione no profit costituita da autori, editori e professionisti del settore che permetterà di completare il processo descritto dall’art.19 del decreto fiscale e  fino ad oggi messo in pratica, in Italia, esclusivamente dalla Siae.

L’Ad della società di collecting non ha usato giri di parole, ma anzi ha dichiarato che: “C’è tanto lavoro da fare per le istituzioni preposte al controllo e vigilanza di questo nuovo mercato: dalle regole di ingaggio tra vecchi e nuovi intermediari al fine di tranquillizzare gli utilizzatori, a provvedimenti per evitare che l’ex monopolista continui a pretendere di raccogliere compensi anche per di autori ed editori non più iscritti alla Siae”.

D’Atri ha poi lanciato un appello ai dirigenti Siae chiedendo un confronto, con toni più pacati.

In sostanza, Soundreef è stata riconosciuta quale ente di gestione indipendente presente nel registro pubblico dell’Intellectual Property Office del Regno Unito ed offre servizi alternativi a quelli prestati dalle tradizionali società di gestione collettiva di diritti d’autore, come Siae, Sgae, Gema e Sacem.

Secondo la Direttiva Banier, approvata dal Parlamento Europero nel 2014, i creativi possono scegliere a quale società affidare la gestione dei propri diritti, a patto che questa – ovviamente – sia europea. La liberalizzazione però, come previsto, segue una strada tortuosa e complessa, tanto che lo scorso aprile l’Antitrust ha aperto un’istruttoria nei confronti della Siae per presunte condotte escludenti nella gestione e intermediazione dei diritti d’autore.

Fedez è stato il primo grande autore italiano a sposare la causa e, proprio nel luglio scorso in occasione di un suo concerto, il Tribunale di Milano ha ordinato, con un decreto ingiuntivo, all’organizzatore del concerto, di versare i diritti d’autore a Soundreef. L’organizzatore infatti, voleva pagare solo la Siae.

La realtà è cambiata e bisogna farci i conti. Il monopolio Siae è finito e Soundreef conta già 25.000 autori ed editori di cui gestisce il repertorio in più di 20 Paesi nel mondo. In Italia sono già più di 11.ooo gli artisti che l’hanno scelta per la gestione dei propri diritti. Oltre a Fedez anche J-Ax, Enrico Ruggeri, Rovazzi, i 99 Posse, The Niro, Gigi D’Alessio, Maurizio Fabrizio, i Dark polo gang, Nesli e molti altri si stanno avvicinando.

La grande forza di Soundreef è la digitalizzazione dei borderò, servizio che offre anche la Siae ma che Soundreef rende operativo in un lasso temporale minimo. Le rendicontazioni infatti vengono concluse nel giro di 48 ore. Per quanto riguarda le tournée invece, si parla di circa dieci giorni di tempo per fare avere agli artisti i propri rendiconti.

E’ il futuro, bellezza.

E come ha concluso D’Atri: “Le informazioni sono più importanti dei soldi, perché le informazioni ti permettono di protestare”.

E il cinema? Come si muoveranno gli autori cinematografici adesso?




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