A cinquant’anni dall’uscita, torna in sala “Per un pugno di dollari”

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Il ritorno dello spaghetti western

A cinquant’anni dall’uscita torna nelle sale lo spaghetti western per eccellenza, dove si potranno rievocare antichi ricordi per chi l’avesse visto e conoscere per la prima volta sguardi di feroci assassini e di spietati fuorilegge messicani, assetati di denaro e sangue.
Un fischio magnetico sarà il richiamo che risuonerà nelle orecchie degli spettatori.

Il genere western è nato con l’America coloniale e come spirito di conquista dell’ovest, portato al cinema da grandi registi come Ford e Huston e incarnato da indimenticabili attori, su tutti John Wayne. In Europa, l’epopea dei cowboy, delle carovane, dei saloon, delle sfide al sole di mezzogiorno, degli speroni insanguinati, della corsa all’oro avevano sempre affascinato, ma nessuno, forse per mentalità, forse per background storico, era riuscito a trasporle in sala per il pubblico del vecchio continente.

Prima del 1964, anno di uscita di Per un pugno di dollari, nessun tentativo aveva avuto successo. Quando Sergio Leone vide La sfida del samurai di Kurosawa ebbe un’illuminazione per un western in salsa italiana, con scenografie messicane e con un intreccio narrativo moderno, coinvolgente e anche ironico.
Lo scetticismo dietro a questo progetto era notevole. Solo alcuni amici registi come Sergio Corbucci  e produttori come Franco Palaggi assecondarono la follia cinematografica di Leone che veniva dal peplum storico, un genere molto in voga in Italia sin dai tempi di Scipione l’africano di epoca e influsso fascista, Il colosso di Rodi.
Per poter realizzare la pellicola Leone si impegnò in prima persona per cercare vecchi amici produttori spagnoli e tedeschi con cui aveva già collaborato, trovando molti ostacoli, ma anche sostegni, dovendo adattarsi nell’usare scenografie, abiti e comparse di un film che sarebbe uscito da lì a poco e, a detta di molti, un successo, Le pistole non discutono di Caiano.
Leone, da sempre amante del western e desideroso di portare in scena un suo progetto in merito, accettò, ma scrisse la sceneggiatura quasi da solo sulla falsa riga della pellicola di Kurosawa, cercando di ricrearne le atmosfere, senza ricalcare però dialoghi o situazioni. Il titolo provvisorio era Il magnifico straniero. Finita la sceneggiatura, rimaneva da scegliere il protagonista e i nomi famosi e ambiti erano tanti, ma tutti costosi, Henry Fonda, James Coburn e Richard Harrison.
La scelta, mai più azzeccata, cadde su Eastwood, definito in seguito dal regista un’attore con due sole espressioni: con o senza cappello.  L’attore americano, con il viso freddo e l’aria quasi sempre apparentemente stanca, era l’uomo giusto. Con un poncho, un sigaro toscano, un cappello ingrassato e un po’ di barba divenne l”uomo senza nome.
La trilogia del dollaro  aveva inizio. Le tematiche, quasi sull’onda lunga di Sam Peckinpah con Mucchio selvaggio, variano dall’avidità di denaro, alla morte, alla vendetta e all’odio. Leone affronta le scene con ironia graffiante, critica forse verso una società utilitaristica e capitalista, dilata le inquadrature facendole uscire dal suo contesto, creando un montaggio incalzante e ritmato con l’aiuto delle geniali e coinvolgenti musiche di Morricone, soprattutto con il celebre fischio eseguito da Alessandro Alessandroni.
Si può definire, senza eccessi, una ballata nera sul denaro, che uccide, macchia l’anima e rende l’uomo schiavo. Una parabola umana sul valore della vita e della morte, forse senza speranza, ma con un forte carico simbolico e poetico.
Leone affinò la tecnica e la narrazione nei film successivi dove padroneggiò meglio la scena e la storia, ma questo primo film, apripista di tanti altri come Django, ispiratore di registi come Tarantino, rimane nella storia del cinema, consacrando tra i grandi innovatori della settima arte un altro regista italiano, assieme ai neorealisti, ai surrealisti e ai creatori dell’horror nostrano.

 

Per un pugno di dollari
regia: Sergio Leone
attori: Marianne Koch, José Calvo, Clint Eastwood, Gian Maria Volonté, Wolfgang Luschky, Umberto Spadaro, Bruno Carotenuto, Benito Stefanelli, Mario Brega, Aldo Sambrell.
genere: Western
durata: 95 minuti.
produzione: Italia 1964.

Ramsis Bentivoglio

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