I migliori film per ricordare Carlo Mazzacurati

Mazzacurati 1

Carlo Mazzacurati se n’è andato in silenzio, inaspettatamente.

Ci ha lasciato però, un patrimonio in pellicole dai profondi sentimenti e dalle atmosfere nostalgiche, degne del grande cinema italiano.

Abbiamo voluto scegliere i cinque titoli che secondo noi sono più rappresentativi della sua carriera cinematografica.

Impossibile infatti, non ricordare Vesna va veloce, La giusta distanza, La lingua del santo, La passione e L’amore ritrovato.

Solamente soffermandosi un attimo a pensare alla diversità profonda che intercorre tra ognuno di questi film, si può avere una stima dell’impavidità di questo regista che ha sempre scelto le storie da raccontare esclusivamente in base al proprio sentore, senza ingabbiarsi in un filone, una tematica o uno stile predefinito.

L’Araldo consiglia in particolare la visione di:

Vesna va veloce

Un film nel quale il regista analizza le difficoltà estreme che  la giovane immigrata Vesna, di origine cecoslovacca, deve fronteggiare per potersi integrare nella società italiana. La ragazza si salva dalle grinfie di un protettore che però la ferisce profondamente sia fisicamente che psichicamente. A curarla sarà Antonio, un italiano che si innamorerà di lei e con il quale costruirà una bella vita, lontana mille miglia dallo squallore del sottobosco criminale.

Purtroppo però, l’idillio non dura e Vesna decide di lasciare il suo compagno e andare a Milano da un’amica. Nel viaggio viene fermata dalla polizia che, trovatala senza documenti, decide di rimpatriarla. Ma Vesna… va veloce.

Un finale aperto e imprevedibile. Un film da vedere.

La giusta distanza

Un film che è sempre attuale, schierato contro il sensazionalismo.

La maestra Mara arriva in un paesino della provincia veneto dove dovrà restare per pochi mesi. Lei, così giovane e bella, è ammirata da tutti gli uomini, in particolare da Giovanni, giornalista alle prime armi. Nonostante la vasta scelta, Mara segue il cuore e si fidanza con un meccanico tunisino, molto amato dai concittadini. Un giorno la maestra viene trovata morta e tutti immediatamente pensano che il responsabile sia l’extracomunitario. Giovanni cerca di fare luce sul caso ma, guidato dall’idea di mantenere la giusta distanza, non approfondisce più di tanto e il giovane tunisino viene arrestato. Il ragazzo, in preda alla disperazione, si suicida nella cella e da quel momento il caso viene riaperto e le nuove indagini di Giovanni, ormai cronista affermato, porteranno a qualcosa di  totalmente imprevisto.

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Ad aprile uscirà il film, ormai postumo, del regista, dal titolo “La sedia della felicità”.

Tra gli interpreti, Valerio Mastandrea.




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