La produzione audiovisiva in Italia? E’ in crescita

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Apa presenta il suo secondo rapporto: il primato alla fiction, Rai rimane leader ma crescono i newcomer come Netflix e Amazon

Avanti, e nemmeno troppo adagio. La produzione audiovisiva italiana ha raggiunto nel 2018 un valore di 1,2 miliardi, registrando un aumento significativo e pari circa al 14% rispetto al 2017. Nel 2019 si stima una crescita che alzerebbe il valore a circa 1,3 miliardi di euro. A sottolinearlo è il 2° Rapporto sulla Produzione Audiovisiva Nazionale presentato dell’Associazione Produttori Audiovisivi. Per l’intero 2019 il settore continua ad essere caratterizzato da un significativo trend positivo con alcune tendenze in atto: la crescita dell’export e un sempre maggiore incremento dell’interesse nel prodotto italiano da parte dei mercati esteri; l’espansione delle attività di M&A, che vedono, da un lato, l’aggregazione fra le imprese nazionali e, dall’altro, l’ingresso dei gruppi esteri che mirano a un presidio esteso esempre più globale; gli effetti positivi del tax credit per il prodotto televisivo come leva per lo sviluppo del settore; la crescita significativa della committenza degli operatori VoD, il cui valore è pari a 50 milioni nel 2018 e, secondo le stime, supera i 70 milioni nel 2019.

La produzione audiovisiva in Italia? E’ in crescita. Apa presenta il suo secondo rapporto: il primato alla fiction, Rai rimane leader ma crescono i newcomer come Netflix e Amazon

La produzione audiovisiva mostra anche nel 2018 un primato della fiction (film-Tv, serie, mini-serie, sit-com, soap-opera, telefilm) destinata alla Tv e ai servizi di streaming. Sull’intera produzione, si calcola infatti che dalla fiction derivi un valore di produzione di 443 milioni, mentre dai film derivano 382 milioni. Gli altri generi televisivi (programmi di intrattenimento, talk show, documentari, programmi culturali e di approfondimento…) si collocano complessivamente attorno a un valore compreso fra 300 e 340 milioni. In questo segmento il genere di maggior peso è quello dei programmi di intrattenimento, che vede salire la produzione indipendente in termini di volume orario di +2 ore rispetto al passato.

Ancora nella stagione 2019-2020, l’offerta di fiction corrisponde a 461 ore di prime visioni, riuscendo a bilanciare, nonostante un leggero calo, gli effetti negativi della pandemia. Rai si conferma leader assoluta nella produzione della fiction italiana, offrendo i tre quarti delle ore stagionali. Questo malgrado un mercato in cui aumenta il numero dei committenti e la crescita di peso di newcomer come Netflix e Amazon. Prosegue e si accentua, infatti, la rapida crescita dell’ambiente online video. Si tratta di una tendenza già in atto durante il 2019 e che si fa notare ancor più nel corso del 2020, anche a seguito della pandemia da Covid-19. La televisione rimane il medium centrale del sistema audiovisivo nazionale, ma già da vari anni crescono quasi esclusivamente i ricavi delle offerte Internet Vod-Ott. Secondo i dati elaborati da Apa il sistema imprenditoriale audiovisivo italiano comprende 7.247 imprese attive nel 2017, che diventano 7.527 nel 2018: di queste oltre la metà concentra la propria attività nella produzione cinematografica, di video e programmi tv, per un totale di 122.905 persone coinvolte nelle attività legate al settore audiovisivo, tra lavoratori autonomi, dipendenti, amministratori, dipendenti ExEnpals fuori perimetro, imprenditori. (Questi i dati ufficiali, rispetto ai quali può essere utile un’analisi critica, che trovate qui).

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