“Anche i set devono ripartire, il governo faccia presto”

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Nel giorno della riapertura delle sale il presidente di Anica Rutelli spiega cosa ferma ancora le lavorazioni: la mancanza di un’assicurazione anti-Covid

“Al cinema ci vado sempre, e sempre pago il biglietto, ma su stasera non dico nulla, altrimenti faccio guai ‘diplomatici’. Comunque piano piano i film li vedo tutti”. Giornata importante per Francesco Rutelli, presidente dell’Anica (Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali), a fronte della riapertura odierna di buona parte delle sale cinematografiche italiane. Se non vuole rivelare quale film vedrà stasera in sala, parlando con l’Adnkronos sulla ripresa del cinema post-Covid Rutelli dichiara di coltivare “l’ottimismo della volontà, sperando che l’ottimismo della ragione ci soccorra”.

“Anche i set devono ripartire, il governo faccia presto”. Nel giorno della riapertura delle sale il presidente di Anica Rutelli spiega cosa ferma ancora le lavorazioni: la mancanza di un’assicurazione anti-Covid

Il ritorno nelle sale è partito, pur con problemi, incertezze e la spada di Damocle dei numeri dei contagi sempre sulla testa, ancora in bilico invece la ripartenza dei set, e da questo punto di vista Rutelli chiede al governo di fare presto, sottolineando la capacità di reazione della filiera dell’audiovisivo e ribadendo che tv e streaming, grandi protagonisti del lockdown, non sono nemici ma opportunità.

“Per riaprire i set sono necessarie tre condizioni, – spiega - due le abbiamo raggiunte e la terza speriamo di raggiungerla nei prossimi giorni. La prima condizione è l’accordo di tutte le parti per il lavoro in sicurezza. Tutti hanno firmato il protocollo di regole che è stato messo a punto, dai produttori agli autori alle altre associazioni di categoria, alle rappresentanze sindacali, un protocollo frutto di una azione autogestita della filiera del cinema e dell’audiovisivo che non avuto uguali negli altri Paesi. Il secondo punto, definito anch’esso, quello dei controlli per la sicurezza di chi opera. Il terzo punto è peculiare della filiera e riguarda le garanzie assicurative: se la produzione di un film si interrompe per un evento Covid non c’è una assicurazione che lo copra. La situazione è delicata e la soluzione deve essere rapida. Ci stiamo applicando con il governo per risolvere, non occorrono grandi risorse né un’erogazione ma solo l’accantonamento di fondi con finalità di garanzia. Aspettiamo a breve una risposta dal governo”.

Intanto tutti al cinema, così spera Rutelli che teme solo “il perenne divenire delle regolamentazioni che crea incertezza nel pubblico”, pur sapendo che “ormai quest’anno sarà necessariamente un anno di transizione“. Il presidente dell’Anica è fiducioso nell’appetito di cinema degli italiani, anche alla luce di un inizio d’anno che era stato ottimo, preceduto inoltre da un 2019 tutto in crescita. Per tanto appetito tutto il comparto, con in testa il Mibact, sta apparecchiando circa 200 tavoli all’aperto, ovvero altrettante arene che offrano un’alternativa stagionale alle normali sale, sotto il titolo ‘Moviement Village’. Quanto al rischio che l’abbufatta di prodotti audiovisivi sul piccolo schermo, via tv o streaming, durante il lockdown abbia sedimentato nuove abitudini di consumo, per Rutelli il cambiamento era già in corso, basti pensare all’adesione di Netflix all’Anica, avvenuta a fine aprile, e andava comunque affrontato. “Tv e streaming non nemici ma opportunità”, scandisce, sottolineando che “la filiera spazia attraverso tutta la gamma di fruizioni possibili”, e insomma “le sfide, non sono mai negative”. E non è negativo, anzi, nemmeno il giudizio che il presidente dell’Anica ha dell’operato della sua controparte istituzionale, il titolare del Mibact Dario Franceschini: “Nell’operato del Mibact in questa emergenza ci sono due punti positivi e un punto interrogativo. Franceschini si è dimostrato molto sensibile, preparato e attento ed il suo ruolo in questa fase beneficia del fatto che è al tavolo politico dove si prendono le decisioni, insomma è competente e davvero influente. Il punto interrogativo viene dal fatto che in questo momento ci sono tali e tante problematiche, tali e tante richieste ed emergenze che la politica è necessariamente assorbita giorno dopo giorno da questo tipo di pressioni”.

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